01 Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?

La differenza principale tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra risiede nella loro formazione e nel tipo di strumenti che utilizzano per aiutare i pazienti.

  • Lo psicologo è laureato in Psicologia, e iscritto all’Ordine degli Psicologi. Il focus del suo intervento è per lo più sul benessere psicologico, la crescita personale e la gestione di disagi che non si configurano come psicopatologie gravi con un’origine nella propria storia di vita. Può lavorare in diversi contesti nell’ambito della prevenzione del disagio (es scuole, luoghi di lavoro).
  • Lo psichiatra è laureato in Medicina e Chirurgia, con successiva specializzazione in Psichiatria e iscritto all’Ordine dei Medici. Si occupa della diagnosi e del trattamento dei disturbi mentali da un punto di vista più biologico e organico. È l'unico che può prescrivere farmaci (psicofarmaci) per ristabilire l'equilibrio biochimico.
  • Lo psicoterapeuta non si configura come una categoria professionale a sé, ma rappresenta un’ulteriore specializzazione a cui sia psicologi che medici possono accedere. Lo psicologo psicoterapeuta o il medico psicoterapeuta utilizzano tecniche terapeutiche specifiche (diverse a seconda dell'orientamento teorico, es. cognitivo-comportamentale, psicoanalitico, sistemico, ecc.) per il trattamento e la cura dei disturbi psicopatologici (es. depressione, disturbi d'ansia, disturbi alimentari, fobie, ecc.) e dei disturbi di personalità.

02 Qual è il costo delle sedute con lei? Offre il primo colloquio gratuito?

Attualmente il costo delle mie sedute è di 65€. Se il pagamento avviene con metodo tracciato, il costo delle sedute è detraibile come spesa sanitaria in sede di dichiarazione dei redditi.

No, il primo colloquio non è gratuito! È vero che spesso è un colloquio più conoscitivo, decisivo per comprendere se si è disposti ad affrontare un percorso di terapia e cambiamento, ma nel primo colloquio io metto a disposizione tempo, competenza e professionalità alla pari di tutte le altre sedute.

03 Quali sono i concetti principali dell’Analisi Transazionale e come può essere utile un percorso con questo modello?

Uno dei concetti più conosciuti tratto dall’Analisi Transazionale, è quello di Stato dell’Io. Il padre fondatore dell’A.T, Eric Berne, afferma che dentro di noi sono presenti 3 Stati dell’Io, ovvero un insieme di pensieri, emozioni e comportamenti. I 3 Stati dell’Io descritti da Berne sono:

  • lo Stato dell’io Genitore: contiene i messaggi, le regole, i valori che abbiamo assimilato durante l’infanzia dai nostri genitori o da altre figure adulte di riferimento (nonni, zii, insegnanti). Quando, in una situazione, tendiamo a pensare o a comportarci come avrebbero fatto mamma o papà o tendiamo a comportarci come pensiamo che loro vorrebbero che noi ci comportassimo, allora lo Stato dell’Io Genitore è attivo
  • lo Stato dell’Io Adulto: è la parte che elabora i dati, valuta la realtà in modo oggettivo e logico, e risolve i problemi nel "qui e ora", tenendo conto e integrando quanto proviene dallo Stato dell’Io Genitore e quanto dallo Stato dell’Io Bambino. Quando, in una situazione, siamo in grado di pensare, sentire o comportarci in maniera coerente con quanto sta capitando, ascoltando i nostri bisogni, allora lo Stato dell’Io Adulto è attivo.
  • lo Stato dell’Io Bambino: racchiude le emozioni, i bisogni, i pensieri i comportamenti spontanei (gioia, creatività, paura, rabbia) e le risposte comportamentali che abbiamo appreso durante la nostra infanzia e che tendiamo a ripetere. Quando di fronte ad uno stimolo neutro abbiamo un’intensa attivazione emotiva, quando nelle situazioni tendiamo ad avere un pensiero di tipo “magico” (es ci si sente responsabili di tutto, si pensa che gli altri possano sapere di cosa abbiamo bisogno senza comunicarglielo), allora lo Stato dell’Io Bambino è attivo.

L’Analisi Transazionale è così chiamata perché analizza le transazioni, cioè gli scambi comunicativi tra le persone, che, alla luce del concetto di Stato dell’Io, diventano scambi comunicativi tra Stati dell’Io.

  • Transazioni Complementari: lo stimolo inviato da uno Stato dell'Io riceve la risposta attesa dallo Stato dell'Io designato. La comunicazione scorre e può continuare (es. Stato dell’Io Adulto della prima persona chiede allo Stato dell’Io Adulto della seconda persona: “Che ore sono?” La risposta “Sono le due” arriva dallo Stato dell’Io Adulto della seconda persona e la conversazione può scorrere lineare).
  • Transazioni Incrociate: la risposta non proviene dallo Stato dell'Io atteso e interrompe la comunicazione (es la prima persona chiede “Che ore sono?”, a partire dal suo Stato dell’Io Adulto verso lo Stato dell’Io Adulto della seconda persona, ma la seconda persona risponde “Smettila di interrompermi”, che si configura come una risposta dallo Stato dell’Io Genitore)
  • Transazioni Ulteriori (Nascoste): sono quelle in cui si invia un doppio messaggio con aspetti tra di loro incongruenti (es. dico “va tutto bene”, ma il mio non verbale rivela che non va tutto bene. Sono la base dei giochi psicologici, quegli scambi comunicativi, in cui lo Stato dell’Io Adulto dei partecipanti alla conversazione rimane escluso.

04 Cosa si intende per traumi e perché l’EMDR è utile in questi casi?

Le esperienze traumatiche, secondo la letteratura, si distinguono in:

  • T: esperienze traumatiche in cui vi è la minaccia alla vita propria o di qualcuno vicino. È solitamente un singolo evento, come una catastrofe naturale, una violenza, una malattia, un incidente, che supera la nostra capacità di affrontarlo.
  • t: serie di situazioni relazionali, per lo più sperimentate durante l’infanzia con figure adulte di riferimento, in cui il senso di sicurezza fisica e/o psicologica è stato ripetutamente violato.

Se normalmente il nostro cervello è in grado di elaborare gli eventi che ci capitano (anche quelli negativi) in autonomia, quando viviamo un’esperienza traumatica il cervello non riesce ad elaborarla in maniera coerente, ma la interiorizza in memoria con le stesse sensazioni corporee, gli stessi pensieri negativi e la stessa intensa carica emotiva del momento in cui è capitata.

Vivere un trauma predispone allo sviluppo del PTSD (disturbo post traumatico da stress) condizione psicologica invalidante caratterizzata da ricordi intrusivi, sogni, flashback relativi al trauma (ci sono immagini e pensieri, come se il trauma fosse ancora presente e in corso); intenso disagio e attivazione emotiva in situazioni che ricordano il trauma (es difficoltà a guidare in seguito ad un incidente stradale); evitamento; cambiamenti dell’umore; eccessivi pensieri negativi su di sé; ipervigilanza, disturbi del sonno.

L’EMDR è utile, in caso di esperienze traumatiche, perché va a riattivare il sistema fisiologico di elaborazione delle informazioni da parte del cervello, abbassando la carica emotiva dei ricordi e ripristinando un pensiero coerente e di integrato dell’esperienza vissuta, evitando quindi che continui a condizionare il presente e il futuro.

05 Cosa significa EMDR Pratictioner?

Il terapeuta EMDR Pratictioner ha seguito la formazione base per l’apprendimento della tecnica (I e II livello) ed è stato certificato come esperto da EMDR Europe Association, avendo dimostrato di avere competenza ed esperienza nell’applicazione dell’EMDR, sotto la supervisione di un Supervisore EMDR certificato.

06 È possibile fare un percorso online?

Il tipo di intervento che sono solita offrire è in presenza.

Tuttavia, previa valutazione preliminare della storia e delle caratteristiche della persona, sono disponibile anche per percorsi interamente online.

07 Vorrei che una persona a me cara facesse un percorso. Posso prendere io un appuntamento?

No, non è possibile prendere appuntamento per conto di terze persone, soprattutto se maggiorenni. Affinché un percorso di psicoterapia sia efficace, è importante che la persona scelga in prima persona di voler prendersi cura di sé. Iniziare un percorso perché “lo vuole la mamma/ il partner o chicchessia” è un percorso che è destinato quasi sicuramente a fallire!

Inoltre, non sono tenuta a comunicare ad altri l’andamento del percorso di una persona, in quanto rappresenterebbe violazione del segreto professionale.

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